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tortellini e cappelletti

La (assolutamente non trascurabile) differenza tra tortellini e cappelletti.

Se a qualcuno venisse voglia di un buon piatto di pasta fresca ripiena, non dovrebbe fare altro che visitare l’Emilia-Romagna e assaggiare una delle sue specialità. Le due più famose sono sicuramente i tortellini e i cappelletti, entrambi di pasta sfoglia all’uovo, entrambi tradizionalmente preparati in brodo, ma assolutamente da non confondere tra di loro. Perché se tra Emilia e Romagna campeggia quel bel trattino, qualcosa di diverso tra i tortellini emiliani e i cappelletti romagnoli dovrà pur esserci, no?

 

Tortellini e cappelletti: differenze a prima vista.

Partiamo dalle differenze evidenti a colpo d’occhio:

La dimensione

I tortellini sono più piccoli: il quadratino di pasta sfoglia da cui nascono è solitamente non più grande di 3x3cm. Alcuni sostengono che dovrebbero essere addirittura grandi quanto un’unghia di mignolo; il motivo di questa scelta sta nell’esperienza culinaria: gli emiliani sostengono, infatti, che in un solo cucchiaio debbano stare più tortellini possibili, così da rendere ogni boccone un vero trionfo di gusto. I cappelletti, invece sono più grandi: il quadratino di pasta con cui vengono confezionati misura all’incirca 5 cm di lato.

La forma

Nonostante si assomiglino, con quell’occhiello vuoto e la pancia piena di farcia, tortellino e cappelletto hanno forme diverse, motivate da diverse origini.

Il tortellino deve le sue sembianze all’ombelico. Di chi? Le leggende sono diverse. Secondo Giuseppe Ceri si tratta dell’ombelico di Venere. Narra infatti, nel suo poemetto ottocentesco, che dopo una lunga giornata di battaglia tra romagnoli e modenesi, Marte, Bacco e Venere trovarono riparo nella Locanda Corona, a Castelfranco Emilia. Il mattino seguente, Bacco e Marte si svegliarono di buonora e lasciarono la locanda. Al suo risveglio, Venere si trovò sola, chiamò qualcuno e accorse un oste che la trovò tra le lenzuola nelle sue divine nudità, e rimase talmente impressionato dalla bellezza del suo ombelico da voler correre subito in cucina per provare a riprodurne la forma con della pasta. Un’altra leggenda, invece, narra una storia molto simile, ma la protagonista risulta essere una non ben identificata Marchesina dalla bellezza folgorante.

Il cappelletto, invece, ha una storia molto più umile: la sua forma è ispirata ai cappelli indossati dagli uomini durante il medioevo. La tesa del cappelletto, infatti, è più abbondante di quella del tortellino.

la forma dei tortellini

Cappelletti e tortellini: differenze di cuore.

Oltre alle differenze più superficiali, se ne possono identificare altre, non visibili a un primo sguardo, ma di fondamentale importanza.

La sfoglia.

Per il tortellino è più sottile, per il cappelletto invece più presente.

Il ripieno.

Possiamo affermare senza dubbi che il ripieno sia non solo il cuore della pasta emiliana, ma anche il cuore della differenza tra tortellini e cappelletti.

Il ripieno dei tortellini prevede lombo di maialemortadella di Bologna, prosciutto crudo, parmigiano, uova e noce moscata. E non si può mettere in discussione, visto che la sua ricetta è stata codificata e depositata il 7 dicembre 1975 presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna dalla Confraternita del Tortellino e dall’Accademia italiana della cucina.

Per il ripieno dei cappelletti, invece, non c’è una ricetta registrata e codificata, ma la versione che i romagnoli ritengono più tradizionale è quella senza carne, e con ripieno esclusivamente di formaggio, più precisamente un mix di raviggiolo e parmigiano reggiano, insaporiti con noce moscata, uova e, in alcune zone, con una piccola aggiunta di scorza di limone.

paesaggio emilia romagna

Ora che le differenze sono svelate, non resta che scegliere: tortellini o cappelletti? Il nostro consiglio è di visitare il nostro shop e provarli entrambi… giusto per farsi un’idea più precisa a riguardo!

Chief executive officer

“Italiqa rappresenta per me la possibilità di valorizzare il saper fare italiano in ambito food e le ottime tradizioni gastronomiche dell'Emilia Romagna.”

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